Il 14 febbraio vi aspettiamo a Laste
Entriamo ora nel cuore del corteo per scoprire da vicino i personaggi che lo animano e il significato che custodiscono. A dare vita alla Mascorada da Laste sono soprattutto il “Matacinch” e il “Laché”, figure centrali scelte tra i coscritti, giovani che hanno appena raggiunto l’età adulta. Durante la vestizione, il Matacinch abbandona la propria identità per assumere un ruolo sacro: è lo sciamano, il ponte tra il mondo dei Vivi e quello dei Morti, guida carismatica del rito. Accanto a lui, il Laché lo accompagna con devozione, nel ruolo di servitore, sottolineandone i gesti e i movimenti. Insieme, incarnano un legame profondo con la tradizione, in una danza antica che affascina e coinvolge.
Il Matacinch e il Laché sono figure cariche di significato, e nei loro gesti si riflettono i valori del carnevale: potenza nei movimenti instancabili, generosità nei doni offerti lungo il cammino, sacralità nel salto, rituale che compie incontrando un altro Matacinch (saut dei Matacinch), e fertilità nel ballo con le ragazze non ancora sposate. La vestizione avviene all’alba, curata dalle donne del paese: fazzoletti e grembiuli pregiati vengono cuciti addosso ai ragazzi, creando costumi variopinti e simmetrici. A distinguerli è il copricapo: ricco di nastri, piume e gioielli per il Matacinch; un semplice fazzoletto per il Lachè
Il Capo Mascora è la figura autorevole che guida la sfilata con eleganza, vestito con frak, cilindro, guanti bianchi e un bastone da passeggio intarsiato. Decide il percorso del corteo e, casa per casa, chiede il permesso di entrare. Una volta accolti, il gruppo entra nella stua, dove il Capo Mascora — o a volte il Matacinch — apre le danze con la padrona di casa, in un gesto carico di rispetto e tradizione.
El Corteo
Una volta vestiti, il Matacinch e il Laché iniziano il loro giro per le case, portando auguri e raccogliendo via via un corteo sempre più ricco. Dietro di loro si uniscono le maschere da bel e da burt, volti grotteschi e variopinti che rappresentano i Morti. Insieme, tra salti, nastri e colori, danno vita a un rito collettivo che invoca l’abbondanza dalla Madre Terra e ricorda la presenza continua degli antenati, che camminano ancora tra noi.